
La cucina siciliana, ricca di cultura e di tradizioni antiche, a volte umile, ma sempre genuina e saporita, racchiude in sé mille sfumature. Nell'antichità ne parlarono Archestrato, Platone, Cicerone, Orazio, Goethe, esaltandone ogni qualità. Ciascuno, in Sicilia, ha un suo personale modo di preparare la stessa pietanza, arricchendo o rivisitando antiche ricette tramandate da bisnonne, nonne e mamme. Nella preparazione delle pietanze le donne siciliane si esprimono al meglio ed estrinsecano al massimo la loro fantasia e creatività.Da noi la "cucina" è "cultura". Nel panorama gastronomico della Sicilia occidentale, le specialità marinare spesso si abbinano ai prodotti della terra in una fusione di gusti ed aromi molto graditi, che entusiasmano i più.
Il pesce pescato nel canale di Sicilia ha un sapore unico ed irripetibile. Ciascuna pietanza ha una sua particolare peculiarità. La memoria di chi è nato in questi luoghi conserva e ricorda gli odori, i sapori e la vivida policromia di liquori, granite, dolci e pietanze particolari, solitamente semplici, preparate in famiglia e gustate durante l'infanzia e l'adolescenza ( testo di Paola ed Aldo Bua).
Alcune ricette:
Brodo di pietre con il pesce a mare.
L'arguto antico motto popolare "u saziu un po' capiri u diunu" (chi è "sazio" non può comprendere le esigenze di chi è digiuno), consente di ricordare e descrivere una ricetta poverissima, forse senza eguale, tramandata, come esempio, da generazioni.
Questa pietanza rappresenta il trionfo della fantasia insulare delle nostre bisnonne frutto della triste indigenza di un passato non troppo remoto.
Preparazione:
Si prelevavano dal limpido mare, secondo l'esigenza, alcuni sassi, ricoperti di erbetta verde e si pulivano dalla sabbia residua. Per dare maggiore gusto, se si era fortunati e si trovavano, si aggiungeva qualche "muccuni" (lumaconi di mare).
Preparato un trito di cipolla, si facevano rosolare i "sassi", con poco olio, in una capiente pentola. Se c'era in dispensa, oltre il prezzemolo, si aggiungeva un pomodoro maturo o un poco di "stratto" (estratto di pomodoro).
Si versava l'acqua necessaria e dopo circa venti minuti che bolliva, si toglievano i sassi, si aggiungeva il sale e si "calavano" gli spaghetti spezzati. Provatela!
"Ogghiu a mari frittu", ovvero frittelle di attinia.
Le donne siciliane, anima della famiglia, hanno sempre sfruttato la loro creatività, per supplire ai "bisogni" quotidiani.
In mancanza di carne o di pesce, per non fare mancare proteine animali, soprattutto ai bambini, servivano a tavola ''l'ogghiu a mari frittu" (le attinie).
Questo urticante animaletto, all'apparenza un vegetale dai colori cangianti, vive sott'acqua attaccato alla roccia, dai dieci centimetri in giù. Si prende dalla base, con l'ausilio di guanti, un cucchiaio ed un coltello.
Preparazione:
Si fanno sbollentare le attinie per circa due minuti, si fanno asciugare bene, si passano nella farina e si friggono in un ottimo olio d'oliva. (Alcuni le puliscono con l'acqua corrente, le passano in farina e le friggono). Consistenza morbida con forte sapore di mare. Qualche ristorante, simpaticamente, le propone.
Busiate al ragù di tonno. del Rais Gioacchino Cataldo
Ingredienti per 5 persone:
500 gr. di "busiate" o fusilli corti bucati;
500 gr. di tonno rosso fresco; 3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva;
1/4 di bicchiere di vino bianco;
una cipolla; 3 spicchi d'aglio;
un cucchiaio scarso di uva sultanina;
un ciuffetto di prezzemolo; alcune foglie di basilico;
peperoncino rosso q.b.;
1 Kg. di pomodoro a pezzetti, in scatola, di buona qualità.
Preparazione:
Tagliare il tonno a pezzetti lavarlo con acqua corrente per 15 minuti e lasciarlo asciugare in un colapasta. Soffriggere in un tegame la cipolla e l'aglio da togliere alla doratura. Mettere il tonno e farlo rosolare (ngranciare) con il prezzemolo, insaporire con un poco di sale e versare il vino. Aggiungere il pomodoro, l'uva sultanina, il basilico, il peperoncino e due bicchieri d'acqua. Aggiungere il sale e cuocere a fiamma media per circa 40 minuti (meno se si preferisce poco denso). Cuocere la pasta al dente e condire.
"Tunnina" in agrodolce. di Francesca e Nino Mazzara, del Ristorante Aegusa
Ingredienti:
1 Kg. di tonno fresco a fettine;
2 o 3 cipolle bianche;
3 cucchiai di aceto di vino;
3 cucchiai di zucchero;
olio extravergine d'oliva q.b.;
sale q.b.; farina tipo "00".
Preparazione:
Soffriggere le cipolle tagliate a fette in padella con l'olio di oliva extravergine, aggiungere il sale e lo zucchero. A doratura awenuta toglierle dalla padella. Infarinare le fette di tonno su entrambi i lati, sistemarle in padella e cuocerle a fuoco lento. A cottura avvenuta aggiungere le cipolle sul tonno e innaffiare con un po' di aceto. Servire freddo o a temperatura ambiente.
Testi e foto: arcipelagoegadi,
REGIONE SICILIANA ASSESSORATO TURISMO, COMUNICAZIONI E TRASPORTI.
Inserito il 20 maggio 2008 - Enogastronomia
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