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Gibellina, Orestiadi 2010.

Gibellina, Orestiadi 2010.

Dall' 8 al 31 Luglio 2010. Orestiadi di Gibellina 2010, festival internazionale di teatro, musica e arti visive.

Tra i ruderi della vecchia Gibellina, distrutta dal terribile terremoto del Belice (gennaio 1968), si muove, ormai da quindici anni, la macchina del teatro. Nate da un'idea di Emilio Isgrò, che aveva tradotto in dialetto siciliano la trilogia di Eschilo (poi allestita, dal 1983 al 1985, per la regia di Filippo Crivelli e le macchine sceniche di Arnaldo Pomodoro), le O. rappresentano un momento fondante del progetto - fortemente voluto, tra gli altri, da Ludovico Corrao - di ricostruzione urbanistica e di rinascita artistica e culturale della città; un progetto che data almeno dal 1978, anno della mostra La città frontale di Pietro Consagra, artefice della grande `stella' di pietra che segna l'ingresso alla nuova Gibellina, ricostruita a valle (mentre accanto ai ruderi, come presenza della memoria, si stende il bianco sudario del Cretto di Alberto Burri). Dal 1986 al 1990, sotto la direzione artistica di Franco Quadri, le O. si proiettano sulla scena internazionale come uno dei luoghi deputati a coniugare memoria e ricerca teatrale, attraverso progetti - presentati quasi sempre in anteprima assoluta - connotati da una forte carica di innovazione: Le Troiane di Euripide (1988), nella messa in scena del giovane e geniale regista belga Thierry Salmon; La creazione del Mondo o La conquista dell'America del cineasta e scrittore apolide, benché di origine cilena, Raul Ruiz (1990), che si svolge nell'arco di due giornate tra i ruderi e un altro suggestivo spazio scenico, il Baglio delle Case di Stefano; la trilogia Les Atrides, una grande produzione del Théâtre du Soleil, ideata e diretta da Ariane Mnouchkine (1991). Ma già nel 1990, con la guida della sezione arti visive affidata ad Achille Bonito Oliva e con l'istituzione di una sezione cinematografica e di una dedicata alla musica etnica, Gibellina sperimenta in maniera sempre più forte la pratica della contaminazione tra i diversi linguaggi espressivi; nel frattempo, attraverso l'inaugurazione degli Ateliers del Mediterraneo (cui si affiancherà il Museo Officina diretto da Enzo Fiammetta), si pone come luogo privilegiato di transiti e di scambi culturali e artistici, con una particolare apertura verso il mondo islamico-mediterraneo. Dalla stretta collaborazione tra Bonito Oliva e Roberto Andò (scrittore e regista, chiamato a dirigere nel 1991 la sezione teatro) nascono, tra il 1992 e il '94, due importanti eventi interdisciplinari: il progetto teatrale Metamorfosi di una melodia (1992), ideato e curato dal cineasta israeliano Amos Gitai (insieme allo stesso Andò e a Enrico Stassi), che trae ispirazione dalle cronache dell'assedio di Masada descritto nella Guerra giudaica di Flavio Giuseppe (nel cast il regista americano Samuel Fuller, Hanna Schygulla, Enrico Lo Verso; musica di Markus Stockhausen); e il progetto multimediale di Bob Wilson (musica di Philip Glass) T.S.E. - Come in under the shadow of this red rock , da La terra desolata di T.S. Eliot, che si articola in un lungo seminario-laboratorio nel 1993 e nell'allestimento definitivo - che rilegge in chiave contemporanea la tradizione dei `mistery plays' medioevali - nel suggestivo Baglio delle Case di Stefano nel settembre 1994. Nonostante l'istituzione, nel 1992, della fondazione `Orestiadi', i curatori del festival hanno dovuto superare, negli ultimi anni, i ritardi e gli ostacoli della burocrazia e della politica regionale, continuando peraltro a dispiegare capacità progettuali e produttive anche nella cornice del più giovane `Festival di Palermo - Sul Novecento'. Il cartellone teatrale dell'edizione 1998 ha segnato comunque il pieno rilancio del festival che ha ospitato, tra l'altro, il nuovo allestimento di Ruggero Cappuccio Il sorriso di San Giovanni e il laboratorio del grande regista lituano Eimuntas Nekrosius Verso Macbeth .

 

È un progetto che ha continui riferimenti e richiami alla poesia e alla letteratura, oltre che al teatro e alle sonorità musicali della Grecia, della Tunisia, della Siria, dell’Egitto, in cui la ricerca e la sperimentazione si realizzano attraverso spettacoli, concerti, recital che danno vitalità alla parola intesa come tramite per unire, per aggregare, per accomunare. La poetica e il teatro di Ignazio Buttitta, i canti e il teatro di Rosa Balisteri fanno da contrappunto alle pagine de Le mille e una notte raccontate da Vincenzo Cerami e allo spettacolo creato dal maggior poeta di lingua araba vivente, Adonis, che evoca immagini di vita e di disperazione, ma anche dense di vigore e di struggente bellezza. La drammaturgia classica, i poemi omerici, i racconti del mare da Omero, a Neruda, da Ibn Hamdis a Virgilio, ma anche il progetto sperimentale tra teatro e musica contemporanea denominato Voxas, il grano e l’alba, e il viaggio Alla ricerca di Troia di Mimmo Cuticchio, il principale puparo oggi esistente in Italia, sono elementi che contribuiscono a conferire all’intero programma delle Orestiadi il senso dell’approfondimento tematico e a dargli una precisa identità. Il mare, la Grecia antica e quella contemporanea, l’uso delle sonorità inteso come fase di esplorazione per scoprire nuovi modi espressivi, le vocalità della letteratura mediorientale, la rilettura, ne Il fiore splendente, della Sicilia del periodo che va dal IX al XII secolo pieno di metamorfosi e di influenze arabe, il continuo richiamo alla parola, alla lingua, alla tradizione sono aspetti significativi di una rassegna che trae la sua ragion d’essere dal continuo riferimento ai temi e alle problematiche culturali che evocano una ben individuata area geografica: il bacino mediterraneo e i paesi che in esso si affacciano. Una strada segnata anche dalla storia, dalla tradizione millenaria, dal tempo che accompagna e scandisce la vita dei popoli. È un programma che prevede nel proprio ambito spettacoli in ospitalità ma anche coproduzioni e collaborazioni con importanti istituzioni come la Fondazione Buttitta, la Fondazione Brass Group, l’Associazione Figli d’arte “Cuticchio”, l’Ambasciata di Grecia in Italia che ha dato il proprio patrocinio al progetto “Mare Nostrum” di Alma Daddario, per la regia di Edoardo Siravo. E gli interpreti presenti sul palcoscenico delle Orestiadi 2007 esprimono loro medesimi, da Luigi Lo Cascio a Franco Scaldati, da Etta Scollo a Moni Ovadia, da Mimmo Cuticchio al poeta Adonis, dallo scrittore Vincenzo Cerami a Moncef Ghachem, dalla musicista Cristiana Pegoraro ai Dounia, l’idea di una rassegna i cui contenuti servono a individuare anche quei processi culturali che contribuiscono all’integrazione e alla convivenza fra i popoli. Due appuntamenti, poi, con La notte, la luce, aspettando l’alba, a partire dalla mezzanotte fino alle 5 del mattino, con in scena l’attrice Caterina Vertova, le percusssioni di Guna e Giancarlo Maurino la notte tra 28 e 29 luglio, e la partecipazione dell'attore Mario Pirovano e del chitarrista Francesco Buzzurro la notte tra 1 e 2 settembre. Anche questa iniziativa si muove verso la medesima direzione, con testi delle religioni cristiana, buddista, musulmana letti fra gli spazi delle opere di arte contemporanea del Baglio Di Stefano di Gibellina, per accomunare sotto il segno del confronto e del dialogo, in una sorta di colloquio interminabile, la gente di diversa etnia, cultura, religione.

Michele La Tona

 

 

 

PROGRAMMAZIONE 2010

 

GIBELLINA (TP) dal 8 Luglio 2010 al 31 Luglio 2010

XXIX edizione del festival che quest'anno gode della direzione artistica di Claudio Collovà

 

 

 

8 e 9 luglio ore 21.30

Massa e Potere

di Elias Canetti, connessione tra teatro e ricerca antropologica spettacolo,diretto da Collovà

13 luglio ore 21:30 Madeleine Suite spettacolo tratto da “Maria Maddalena o della Salvezza” di Marguerite Yourcenar, ideato e diretto da Mariella Lo Sardo

 

 

16 e 17 luglio ore 21:30

due gli spettacoli presentati dalla Compagnia ScimoneSframeli, artisti siciliani, di fama europea: "Pali", l’ultima loro produzione, e "Nunzio".

 

 

21 e 22 luglio ore 21.30

La signora

del Palermo Teatro Festival, di Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, ovvero i Teatri Alchemici

 

 

 

24 e 25 luglio

si concluderà il Progetto Speciale promosso dal Ministero dei Beni Culturali su proposta della precedente direzione artistica di Michele La Tona. Sarà infatti messo in scena

"Vincere la sorte si deve"

diretto da Piero Maccarinelli, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia e Valentina Sperlì, con uno scenario d'eccezione:un'installazione ambientale di luci (collocate su 1186 sedie), opera di Giancarlo Neri.

 

 

 

26 luglio ore 21.30

Martiri 

creazione di Salvatore Cantalupo (l'attore di "Gomorra") e Riccardo Veno, ispiratosi ad Andrej Tarkovskij e ai suoi diari di lavoro, unica testimonianza autobiografica della sua vita.

 

 

 

27 luglio ore 21:30

Too Late ! (antigone)

 

 

 

28 luglio ore 21:30

IOVADOVIA (antigone)

 

 

 

29 luglio ore 21:30

Trasmigrazioni

lavoro coreografico e di regia di Alessandra Luberti

 

 

 

30 luglio ore 21.30

Lucrezia

nuovo lavoro di Franco Scaldati

 

 

 

 

31 luglio ore 20.45

Ruggine

spettacolodella poetessa di Gibellina Marilena Renda, recital con la stessa Renda e Claudio Collovà ore 22 concerto diretto da Mario Modestini, "Il cammino della malinconia"

 

 

INFO tel 0924.67844

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Inserito il 12 luglio 2010 - Eventi
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